Produzione economica per componenti complessi
La fusione a cera persa abbinata alla lavorazione CNC offre notevoli vantaggi economici nella produzione di componenti con geometrie complesse, in particolare se confrontata con la realizzazione degli stessi pezzi esclusivamente mediante metodi convenzionali di lavorazione meccanica. I benefici economici derivano da diversi fattori che agiscono sinergicamente per ridurre i costi totali di produzione. L’efficienza nell’utilizzo del materiale rappresenta un fattore primario di riduzione dei costi. Quando si realizzano parti complesse partendo da barre o blocchi massicci, spesso si rimuove dal 70 al 90 percento del materiale iniziale, trasformando costoso materiale grezzo in scaglie di scarto altrettanto costose. La fusione a cera persa abbinata alla lavorazione CNC ribalta questa equazione, producendo componenti quasi finiti (near-net shape), nei quali solo il 10–20 percento del materiale richiede rimozione durante la lavorazione finale. Per una staffa aerospaziale in titanio del peso di due libbre (circa 0,9 kg) nella versione finita, la lavorazione tradizionale potrebbe partire da un blocco da dieci libbre (circa 4,5 kg), sprecando otto libbre (circa 3,6 kg) di titanio costoso. La fusione a cera persa produce invece la staffa con un peso di circa 2,3 libbre (circa 1,04 kg), richiedendo una lavorazione meccanica minima per raggiungere le specifiche finali. Ai prezzi attuali del titanio, questo risparmio di materiale da solo può giustificare la scelta del processo. La riduzione dei tempi di lavorazione fornisce un ulteriore e consistente vantaggio economico. Caratteristiche complesse come canali interni, curve composte e sottosquadri, che richiedono ore di lavorazione quando ricavati da un blocco massiccio, sono praticamente incluse gratuitamente nel componente fuso. Le macchine CNC si concentrano esclusivamente sulle superfici che richiedono tolleranze strette o finiture superiori, riducendo drasticamente i tempi di ciclo. Un componente che richiederebbe 12 ore di lavorazione se realizzato interamente mediante operazioni CNC potrebbe necessitare soltanto di 2 ore di lavorazione finale partendo da una fusione a cera persa. Questo risparmio di tempo si moltiplica con l’aumentare della quantità prodotta, liberando capacità produttiva delle macchine per altri progetti e riducendo proporzionalmente i costi del lavoro. Anche i costi degli utensili diminuiscono, poiché la fusione a cera persa abbinata alla lavorazione CNC richiede un numero inferiore di utensili da taglio e comporta un’usura minore degli stessi. Lavorare pezzi quasi finiti significa che gli utensili incontrano meno materiale, prolungandone la vita utile e riducendo i costi per consumabili. Migliora anche l’efficienza di allestimento, dato che operazioni di lavorazione più semplici richiedono spesso un minor numero di allestimenti e di dispositivi di fissaggio. Il punto di pareggio, oltre il quale la fusione a cera persa abbinata alla lavorazione CNC diventa economicamente preferibile rispetto ad altri metodi, si raggiunge tipicamente già a volumi di produzione relativamente bassi, spesso già a partire da 25–100 pezzi, a seconda della complessità del componente. Per volumi più elevati, i vantaggi economici diventano ancora più marcati, poiché i costi relativi a modelli e attrezzature vengono ammortizzati su quantità maggiori.